
C'è un ex ministro di questa sottospecie di Repubblica che aveva minacciato il presidente del consiglio, Giuseppe Conte: "Se il coronavirus arriva dai barconi, ti denuncio!". Il coronavirus è arrivato, in effetti. In business class, portato da un manager padano di 38 anni. L'ex ministro, della cui sciacallagine suina dovrà un giorno pagare lo scotto, ha fatto l'ennesima figura di letame.
C'è un giornalista bergamasco di un noto fogliaccio adatto a incartare il pesce che invidia i napoletani "che hanno avuto il colera, poca cosa rispetto al Corona". Perché i napoletani, si sa, sono i colerosi per eccellenza. Mica come i bergamaschi, che il colera... lo hanno conosciuto un anno e mezzo prima di Napoli: novembre 1835 nella città dei Mille; marzo 1837 nella Capitale.
Ci sono tifosi che ricevono multe e diffide se occupano un seggiolino diverso da quello del biglietto. E ci sono tifosi che possono urlare "napoletano coronavirus" sapendo che, nove volte su dieci, la faranno franca: perché è goliardia, perché è impossibile individuarli, perché bla bla bla...
Giulia De Lellis vende più di Andrea Camilleri. Il film su Chiara Ferragni viene visto più di quello di Quentin Tarantino. Una banana attaccata a un muro col nastro adesivo è considerata arte. Un coglione stonato con la tutina diventa il protagonista del principale festival canoro nazionale.
"Non è la fame, ma è l'ignoranza che uccide", cantavano i Litfiba.
L'italia, scritta volutamente con la minuscola, è destinata a morire di ignoranza.
Morirà di coglionavirus.
"Non è la fame, ma è l'ignoranza che uccide", cantavano i Litfiba.
L'italia, scritta volutamente con la minuscola, è destinata a morire di ignoranza.
Morirà di coglionavirus.
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